Il Carnevale dal 1929 ad oggi - Carnevale Di Crescentino

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LA STORIA DEL CARNEVALE DI CRESCENTINO DAL 1929


Crescentino è legata al suo Carnevale Storico sin dai primi anni del secolo scorso. I documenti ufficiali indicano nel 1929 l’anno di nascita di quella che oggi è, a tutti gli effetti, la manifestazione più antica della Città. Fu proprio allora che, per la prima volta, fece la comparsa lungo le vie cittadine la Regina Papetta, maschera ufficiale della Città e simbolo incontrastato della festa.


Già negli anni precedenti nella cittadina della bassa vercellese si era, comunque, soliti organizzare alcuni appuntamenti mascherati con a capo un Gianduja ed una Giacometta locali. La testimonianza di questi festeggiamenti si è, tuttavia, persa nella memoria della gente e a ricordo rimangono solo alcune sbiadite immagini dell’epoca.

La prima edizione ufficiale del Carnevale Storico Crescentinese fu organizzata da un non meglio specificato "dopolavoro", ex Circolo Fides, guidato dal signor Rollone. Ben presto questo sodalizio venne, però, fatto chiudere per ordine fascista e la festa del 1929 rimase un caso isolato nella lunga storia che avrebbe poi vissuto negli anni la manifestazione.

Siamo dunque nel 1946 quando, terminata la seconda guerra mondiale, un gruppo di crescentinesi, unitosi spontaneamente per l’occasione, diede vita a due edizioni memorabili del Carnevale Storico (1946 e 1947) in cui riuscì a coinvolgere la popolazione che, pur stremata al termine del conflitto bellico, riscoprì l’antica tradizione popolare carnevalesca e la fece propria in un crescendo di entusiasmo e passione.


Nel 1948 un’altra breve battuta d’arresto della manifestazione. In quell’anno, infatti, a Torino si svolse un grande Carnevale organizzato per festeggiare i cento anni dell’entrata in vigore dello Statuto Albertino (1848). All’evento presero parte anche le maschere crescentinesi, distinguendosi per l’eleganza e la cura dei costumi che da sempre caratterizzano i nostri personaggi storici.


Dal 1949 al 1952 il Fronte della Gioventù guidato da Mario Arena (da non confondersi con quello di recente memoria politica con cui nulla aveva a che fare) portò avanti l’organizzazione del Carnevale Storico Crescentinese con sfilate di carri allegorici e veglie danzanti che si tenevano nell’ex Cinema di viale Po.


Nel 1953, però, quello spirito popolare che aveva animato gli ultimi anni della manifestazione venne meno ed, almeno per quanto riguarda la parte storica, venne riposta nei cassetti. Proseguì ininterrotta, invece, la tradizione della fagiolata benefica, una gustosa pietanza a base di fagioli, lardo, salami e poco altro, sapientemente mescolati e fatti cuocere in caratteristiche caüdere in rame (caldaie, paioli) scaldate al fuoco lento della legna che arde: una preparazione che consente ai fagioli di assumere quel sapore unico e particolare che sa subito di carnevale.


Passano gli anni e arriviamo nel 1959 quando la cosiddetta Gestione Societaria Mista, guidata dal Cav. Giuseppe Fasciola, rispolvera l’antica tradizione e rimette in piedi la storica manifestazione. Saranno forse questi gli anni in cui il Carnevale Storico Crescentinese vive momenti di successo, con migliaia di spettatori che giungono a Crescentino per assistere alle sfilate di carri allegorici che vengono costruiti interamente in loco da gruppi di giovani artigiani crescentinesi che daranno vita a figure allegoriche spettacolari ed ingegnose per l’epoca. Indimenticabili anche i veglioni danzanti che si tenevano al "Canarino", il locale da ballo che si trovava in piazza Garibaldi, punto di riferimento per le feste degli anni Sessanta.


Inizia, quindi, il periodo del boom economico e con esso prende avvio il processo di imborghesimento della società: il Carnevale Storico Crescentinese perde interesse e, nel 1963, va nuovamente in letargo insieme a costumi e coriandoli.


Sarà, purtroppo, un sonno lungo e profondo, al limite del torpore. Passeranno, infatti, diciotto anni prima che lo spirito del carnevale possa tornare ad invadere le strade di Crescentino con rinnovato entusiasmo.


Il miracolo, insperato, si compie nel 1980 con il costituirsi del Comitato Festeggiamenti Crescentino, guidato da Piero Bosso prima, da Valerio Priotti poi ed infine, per molti anni, da Enzo Cena (Madür), affiancati da una grande partecipazione spontanea e gratuita che accomuna giovani e pensionati.
Nascono i Rioni, con la città che viene divisa in cinque zone più borghi e frazioni: Rione ‘L Bec, Rione Bara ‘d fer, Rione San Roch, Rione Prajet, Rione Mulino, frazione San Grisante, frazione San Genuario, borgo Levante, le Quattro Borgate, I Galli.

La preparazione artigianale dei carri allegorici e dei costumi dá vita ad una forma di volontariato sconosciuta, quella di chi impegna il tempo libero per offrire alla comunità giornate di spensieratezza ed assicura la continuità di una tradizione storica e culturale.
Il successo è travolgente. I corsi mascherati raggiungono livelli eccezionali, con coreografie superlative. Ancora una volta ritorna la voglia di Carnevale mista ad una sana competizione.


Col passare degli anni, però, la rivalità tra i gruppi rionali raggiunge forme eccessive. Gli organizzatori sono costretti a sospendere la gara e i carri dei rioni lasciano spazio a quelli realizzati da altri gruppi di crescentinesi. Si inizia ad adottare anche la formula di invitare a sfilare in Città le migliori costruzioni allegoriche provenienti dai principali carnevali piemontesi.
La manifestazione prende così nuovo slancio e la sua notorietà arriva a varcare i confini regionali.


Nel 2005 il vecchio Comitato Festeggiamenti, che nel frattempo si è trasformato in Pro Loco, perde il ricambio giovanile. Il Carnevale Storico Crescentinese è costretto ad un nuovo stop forzato.


Ma è nel 2012 che un gruppo di giovani crescentinesi, da sempre amanti del carnevale, fonda l’Associazione Carnevale Storico Crescentinese "I Birichin", guidata da Andrea Bazzano, che riprende in mano le redini della manifestazione. E' grazie alla loro tenacia e caparbietá se oggi Crescentino puó vantare di avere uno dei piú grandi e partecipati carnevali del Piemonte.


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